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Elisa: Grazie Mary, splendido anche il tuo blog!
Mary: Ciao!!!Bello il tuo archivio giornalistico! Interessante, mi piace!!
Elisa: Benvenuti!

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Monday, May 7th 2007

6:32 AM

Sospetti d’impunità di uno scandalo

A dieci anni da Tangentopoli la formula è sempre la stessa. Nel 2003 un pacchetto azionario della Caripe è acquisito dalla Banca di Lodi, che entra come azionista di maggioranza, con il 51%, assumendo una posizione di rilevanza nello scenario creditizio italiano con l’inverosimile benestare dell’allora governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio. L’unico neo è che la banca di Pescara reca con sé in eredità un buco di oltre 100 miliardi.
Bankitalia stabilisce un’ispezione che controlli gli ammanchi dei derivati e decreti relative sanzioni nelle gravi carenze organizzative evidenziate nei controlli nell’area finanza che avrebbero colpito i vertici della Caripe.
Davanti agli strepiti dei valori tanto declamati nelle pubbliche piazze, ai silenzi e all’indifferenza politica i “furbetti” hanno approfittato della loro posizione per utilizzare la banca per operazioni immobiliari e profitti illeciti personali con il placet di giudici compiacenti, funzionari, imprenditori, portaborse, dirigenti e politici corrotti che coprono il gioco maestro di Fiorani & Co. In privato, si sa, una mano lava l’altra.
Ma questa è una telenovela che presenta ogni giorno nuovi e inaspettati personaggi.
Tra questi, troviamo anche Nicola Mattoscio, attuale presidente della Fondazione Caripe, appartenente ai Ds, sanzionato da 5.164 euro da Bankitalia, e insignito, ultimamente, di un riconoscimento pubblico per il quale ancora se ne discute il merito. Ed è, come gli altri, considerato nel territorio abruzzese quale “intoccabile”. L’arresto per associazione a delinquere li frena, ma non blocca la spirale di malaffare all’interno della Caripe. Chi paga il pegno di mosse azzardate sono i correntisti. La maggior parte già risarciti. Tuttavia la denuncia/bluff dell’Adusbef presentata alle procure di Milano, Roma, Lucca, Pisa, Livorno, Genova, Lodi, Chiavari, Pescara, Imola, Crema, Cremona, Trento, Bolzano non smuove le acque torbide di trame che occultano magistralmente il sistema ideato da Gianpiero Fiorani per compensare le perdite del gruppo Bpi. Senza spiegazione alcuna e condotte che hanno dell’incredibile Giovanni Vallesi, dipendente dell’Amministrazione Provinciale di Pescara, è un correntista della banca pescarese che sta subendo da anni l’illecito accredito trimestrale di circa 108.000 euro che l’hanno portato ad esser “debitore” di circa 3 milioni di euro. La connivenza tra finanza e politica risulta essere di gran lunga influente anche verso gli organi di stampa, che preferiscono mantenere il segreto.
Il Sign. Vallesi ha tentato in tutti i modi di portare a conoscenza dell’appropriazione indebita anche l’intero consiglio della regione Abruzzo, il quale riconoscendo le persone implicate ha abbandonato il cittadino, condannandolo al buio della disperazione.
Il rischio è una forza monopolizzatrice, una metastasi che incoraggia il sospetto, il crimine di un furto che inganna la libertà di arrivare indenni alla fine del mese. L’onestà ha un prezzo che pagano gli innocenti?
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